Lamentele di Dio, per tre cose che sono ora nel mondo e come Egli scelse fin da principio tre stati, cioè dei Chierici, dei Militi e dei Lavoratori; delle pene riservate agli ingrati e della gloria data ai grati e concessa agli umili.
Capitolo Ventesimo

M'apparve il grande esercito celeste, al quale il Signore parlò dicendo: Anche se tutto conoscete e vedete in me, tuttavia, perché a me così piace, mi lamenterò con voi di tre cose.

Per prima, gli alveari dolcissimi, costruiti da sempre in cielo, dai quali sono uscite le api inutili, sono vuoti. Secondo, l'abisso profondo, cui non bastano né pietre né alberi, è spalancato e le anime vi cadono, come la neve cade dal cielo sulla terra. E come la neve si squaglia al sole, così le anime in quel grande tormento son private d'ogni bene e rinnovate a ogni pena. Terzo, mi lamento che son pochi quelli che riflettono ai vuoti lasciati dagli angeli cattivi e alla caduta delle Anime: perciò giustamente mi lamento.

Difatti fin da principio io scelsi tre uomini, vale a dire, tre stati nel mondo. Dapprima elessi il Chierico, che proclamasse alta la mia volontà e la mostrasse con le opere. Poi elessi il Milite, che difendesse nella sua vita i miei amici e fosse pronto ad ogni fatica. Infine elessi il Lavoratore, che lavorasse con le sue mani per sostenere il suo corpo col lavoro.

Il primo, cioè il Chierico, è diventato ora lebbroso e muto, perché chiunque cerca di vedere nel Chierico la bellezza dei costumi e della virtù inorridisce, si turba e teme di accostarglisi per la lebbra della superbia e dell'avarizia. Se poi vuole udirlo, egli è diventato muto alla lode per me e garrulo alla lode di sé. Come aprir dunque la via per raggiungere tanta dolcezza, se è fragile chi dovrebbe andare avanti, se è muto chi dovrebbe gridare, come sarà udita la celeste armonia?

Il secondo, cioè il Difensore, è tremebondo in cuore e a mani vuote, perché ha paura del rumore del mondo e della perdita del suo onore. È a mani vuote, perché non fa nessuna opera buona, ma tutto quel che fa lo fa per il mondo. Chi dunque difenderà ora li popolo mio, se chi dovrebbe porsene a capo, ha paura?

Il terzo è come l'asino, che china il capo a terra e sta a quattro zampe unite. Veramente come un asino è il mio popolo, che non vuole altro se non cose terrene, trascura quelle celesti e cerca quelle caduche. È come avesse quattro zampe, per la poca fede, la vuota speranza, nessun'opera buona e la volontà piena di peccato. E perciò la bocca della gola e della cupidigia è sempre spalancata.

Ecco, amici miei, com'è possibile così svuotare l'abisso insaziabile e riempire gli alveari vuoti?
Allora rispose la Madre di Dio: Benedetto sei tu, Figlio mio, e giusto è il tuo lamento. Io e i tuoi amici non abbiamo nessuna giustificazione presso di te per il genere umano, se non una parola sola, con la quale salvarlo. E cioè: Pietà, o Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo. Questo io grido e questo gridano gli Amici tuoi.

Rispose il Figlio: Le tue parole sono dolci al mio orecchio, soavi sulla bocca, fiamma al cuore. Io ho un Chierico, un Milite, un Lavoratore. Il primo è piacevole come una sposa, che lo sposo degnissimo desidera con ardentissima carità; la sua voce è come quella di chi parla e chiama dentro una selva. Il secondo è pronto a dare la sua vita per me e non temerà i vituperi del mondo: costui io armerò con le armi dello Spirito Santo. Il terzo avrà una fede talmente forte da dire: Credo così fermamente, che quasi vedo le cose che credo e spero anche in tutto ciò che Dio ha promesso. E avrà volontà di fare il bene e progredire in esso ed evitare il male. Sulla bocca del primo di questi tre porrò tre cose da dire. La prima: dirà che chi crede traduca in opere la sua fede. La seconda, che chi spera fermamente sia costante in ogni bene. La terza, che chi ama perfettamente e caritatevolmente, fervidamente desideri quel che ama.

Il secondo di questi tre sarà, nel lavoro, forte come un leone, sollecito nel prevenire le insidie, fermo nella perseveranza.
Il terzo sarà sapiente come il serpente, che s'appoggia alla coda, e alzerà il capo al cielo.
Questi faranno la mia volontà e dietro a loro andranno gli altri. E anche se ne nomino tre, con essi intendo dire molti.
Poi diceva alla sposa: Sta ferma, non preoccuparti del mondo, né delle contumelie, perché io il tuo Dio e il tuo Signore ho sopportato ogni obbrobrio.