Quattro anni dopo questa visione, in cui una certa anima fu condannata al Purgatorio fino al giorno del giudizio, vide ancora la stessa anima presentata dall'Angelo al divin Giudizio quasi già tutta rivestita. Per essa l'Angelo con tutta la milizia celeste pregava Dio e Cristo, che allora la liberò dalle pene e la trasferì nella gloria come una fulgida stella, per le preghiere degli Angeli e dei Santi e le lagrime e i suffragi degli Amici viventi.
Capitolo Quarantesimo

Quattro anni dopo questo fatto, vidi di nuovo un giovane splendidissimo (l'Angelo) con l'anima suddetta, già quasi vestita, ma non del tutto.

Al Giudice, che sedeva in trono, mentre lo assistevano una infinita moltitudine e l'adoravano per la sua pazienza e carità, egli disse: O Giudice, questa è quell'anima per la quale io pregavo e tu rispondesti che volevi deliberare. Noi tutti qui presenti dunque di nuovo ti chiediamo per essa la tua misericordia. E anche se noi sappiamo tutto nella tua carità, tuttavia per la sposa tua, che ci ascolta e vede spiritualmente, parliamo a modo umano, anche se non ci sono persone umane fra noi.

Rispose il Giudice: Se ci fosse un carro pieno di spighe e vi fossero molti uomini a prenderne una dopo l'altra, se ne diminuirebbero il numero e il peso; così è adesso. Infatti molte lagrime e molte opere di carità arrivarono a me per quest'anima ed è giusto perciò che venga in tua custodia e tu la trasferisca nel riposo, che né occhio può vedere né orecchio udire, né la stessa anima può nel corpo pensare; dove non c'è cielo sopra né terra di sotto; dov'è immisurabile l'altezza e immensa la lunghezza; dove la larghezza è mirabile e incomprensibile la profondità; dove Dio è sopra e fuori e oltre tutte le cose e regge e contiene tutto, né da alcuno è contenuto.
Dopo ciò fu vista quell'anima salire al cielo, splendente come una stella fulgidissima nella sua luce.

E allora disse il Giudice: Verrà presto il tempo, quando pronunzierò i miei giudizi e farò giustizia contro la progenie del defunto, del quale è quest'anima, perché si sono alzati in superbia. Ma avranno la ricompensa della superbia.