|
Colei che noi italiani chiamiamo santa Brigida, si chiama in svedese Birgitta,
in tedesco Brigitta, in inglese Bridget, in francese Brigitte. Il nome potrebbe
derivare da Birger, il nome del padre della santa: la dizione completa era
infatti Birgersdotter («figlia di Birger»), da cui poi derivò Birgitta. A quanto
risulta, la piccola ebbe come patrona santa Brigida di Kildare, compatrona
d'Irlanda insieme a san Patrizio.
Etimologicamente Brigida deriva dal celtico brig, che significa «forte,
potente»; o anche dal gotico birg, che vuol dire «radioso, luminoso»: entrambe
le denominazioni, forte e radiosa, si addicono assai bene alla grande santa
nordica.
Per distinguerla da Brigida di Kildare, la santa svedese è chiamata Brigida di
Finsta, dal luogo in cui nacque, o Brigida di Vadstena, dalla località in cui
fondò il suo ordine. L'espressione più comune è Brigida di Svezia, ed è a questa
che ci atterremo.
Santa Brigida nacque in una famiglia ricca, nobile e politicamente influente,
imparentata con i reali di Svezia. I genitori della santa si chiamavano Birger
Persson («figlio di Pietro») e Ingeborg Bengtsdotter («figlia di Bengt»,
diminutivo di Benedikt).
Birger Persson discendeva per linea paterna dal re cristiano Sverker I della
dinastia dei Folkungar, che nel 1134 aveva fondato in Svezia la prima abbazia
cistercense cui aveva dato il nome di Alvastra, in onore della defunta
consorte Ulvilde, e dove poi fu sepolto.
Dal punto di vista religioso la Svezia era legata a Roma: il battesimo di re
Olof, avvenuto nel 1078, è considerato l'inizio ufficiale della
cristianizzazione del Paese, che in precedenza era proceduta a fatica, con
ricadute nel paganesimo. Fu a Birger Persson, personalità assai stimata, che i
connazionali si rivolsero per avere una legislazione cristiana che sostituisse
quella pagana di Viger Spa, primo legislatore del Paese, e trasfondesse nelle
leggi lo spirito evangelico.
La prima legislazione cristiana della Svezia, promulgata ufficialmente nel 1295
da re Birger II, è quindi legata al nome del padre di Brigida, che in quella
importantissima compilazione si fece aiutare dal prevosto del duomo di Uppsala,
maestro Andreas And. Il nuovo spirito della legge svedese è chiaramente espresso
da queste parole: «La legge deve essere di onore agli uomini giusti e prudenti,
ma di correzione ai malvagi e ignoranti. Se tutti fossero giusti, non ci
sarebbe bisogno di legge». E ancora: «Ci lasci Iddio vivere sulla terra in
maniera che possiamo meritarci il Cielo». La nuova legge aboliva anche la
schiavitù, «perché Cristo è stato venduto e liberò tutti i cristiani».
Birger Persson era lagman, cioè governatore e giudice dell'Uppland, la più
importante provincia del regno. A quell'epoca in Svezia c'erano nove
governatori, ai quali competevano sia la giustizia sia l'amministrazione delle
rispettive regioni. Prima che in Svezia la corona reale divenisse ereditaria,
anche l'elezione del sovrano rientrava nei loro compiti.
Birger Persson era un signore molto benestante e altrettanto generoso, che nel
corso della sua vita donò terreni per diverse chiese e conventi. Si era sposato
due volte: la prima con Kristina Johannsdotter, morta nel 1295, anch'essa di
famiglia nobile e ricca. La seconda moglie fu Ingeborg Bengtsdotter, madre di
Brigida, imparentata con i reali di Danimarca e col re di Svezia, Birger
Magnusson, fratello di suo padre Bengt.
Ingeborg Bengtsdotter era, stando alle cronache del suo tempo, una signora buona
e gentile, che pur vivendo secondo il costume delle signore del suo rango, era
profondamente e autenticamente religiosa. Oltre a Brigida ebbe altri sei figli
(tre maschi e tre femmine), tre dei quali morirono bambini.
Brigida nacque il 3 giugno 1303 nel castello di Finsta, che si trova in una
regione ricca di laghi e fiumi, con colline coperte di abeti. La residenza
familiare della futura santa era a quel tempo un centro di alta cultura e
religiosità, che esercitò un'influenza determinante nella sua formazione.
Jens Johannes Jorgensen, autore di un'importante biografia di santa Brigida,
così descrive il luogo, che aveva personalmente visitato:
La regione è ricca di piccoli laghi e canali, e coperta di fitte foreste di
conifere, ma non inadatta alla coltivazione... Se ci si vuol rappresentare la
casa di Birger Persson occorre lasciar da parte tutte le immagini evocate da
castelli francesi e manieri tedeschi. Le grandi fattorie medioevali dell'Uppland
consistevano in una serie di costruzioni in legno nell'interno di un terrapieno,
attornianti una casa o torre di pietra... Ai nostri giorni non esistono nemmeno
più le rovine di quella che è stata la casa in cui santa Brigida trascorse la
sua infanzia. Per contro, la pompa di ferro che un giorno di luglio di vent'anni
or sono (quindi nel 1927) venne mostrata a un mio amico svedese e a me, come la
«fonte di santa Brigida» potrebbe forse essere al suo posto. Comunque, gli
enormi macigni sotto i pioppi mormoranti nel giardino sono certamente suoi
contemporanei. E il bosco è, come allora, composto di pioppi e aceri, di
betulle dal candido tronco e di scuri abeti. Un colombo selvatico tuba un
momento, e poi tace: così udì santa Brigida tubare il colombo selvatico.
La piccola Brigida fu battezzata nella chiesa del paese, davanti alla quale si
può vedere una lapide che ricorda questa grande figlia della Svezia. La sua
nascita fu preceduta da fatti eccezionali, il più notevole dei quali fu questo:
durante il periodo della gravidanza, la nave sulla quale Ingeborg viaggiava, di
ritorno da un pellegrinaggio alla tomba di santa Brigida di Kildare, fece
naufragio; molti dei passeggeri persero la vita e la mamma di Brigida fu salvata
a fatica da Erik, fratello del re. La notte successiva ella ebbe
un'apparizione: le si presentò una misteriosa figura vestita di un abito
luminoso che le disse: «Sappi che sei stata salvata da questo naufragio grazie
ai meriti straordinari della creatura che porti in grembo. Educala con
attenzione, perché è un dono prezioso della generosità divina!».
Divenuta adulta, Brigida fece erigere sul luogo dove sua madre aveva toccato
terra una croce di pietra: qui ancora oggi i marinai si recano a pregare prima
di imbarcarsi.
Un altro segno fu dato al sacerdote Bengt, canonico di Rasbo, località vicina a
Finsta: ne abbiamo già accennato nella premessa. Nella notte in cui Brigida
nacque, mentre era immerso in preghiera chiedendo a Dio un parto felice per la
sua signora, udì una voce che diceva: «Questa notte a Birger nasce una figlia
la cui voce potente sarà udita in tutto il mondo».
Gli antichi documenti, in particolare la cronaca di Margareta Clausdotters,
descrivono Brigida come una bambina di delicata bellezza, bionda con gli occhi
azzurri, molto intelligente, vivace e portata alla religione.
Quando aveva appena sette anni Brigida visse la prima delle innumerevoli
esperienze mistiche della sua vita: una mattina, svegliandosi dal sonno, vide ai
piedi del letto una bellissima signora circonfusa di luce, che le offriva una
corona chiedendole se la volesse.
La bambina rispose di sì, e la corona le fu posta sul capo. Brigida ebbe a dire
in seguito che quando la signora fu scomparsa continuò a sentire ancora sulla
fronte il peso della corona.
La straordinaria esperienza vissuta la rese ancora più incline alla devozione.
Nel giardino di Finsta esiste tuttora una grotta naturale formata da massi
erratici, nella quale si dice che la bambina si ritirasse ogni giorno a
pregare.
Brigida raccontò la sua visione alla mamma, che da quel momento si preoccupò
ancora di più dell'educazione spirituale della figlia, facendole fra l'altro
anche assistere alle prediche che venivano regolarmente tenute nella cappella
del castello di Finsta. Dopo aver udito, a Pasqua del 1314, una predica sulla
passione di Cristo che la colpì e commosse profondamente, la piccola Brigida
vide in sogno Gesù e assistette alla sua crocifissione come se quella terribile
vicenda si stesse svolgendo in quel momento davanti ai suoi occhi. Chiese a
Gesù chi gli stesse facendo tanto male e lui le rispose: «Coloro che disprezzano
me e il mio amore!». Da quel giorno Brigida non poté pensare alla passione di
Gesù senza piangere.
Pochi mesi dopo, nel settembre 1314, morì prematuramente Ingeborg, la mamma di
Brigida, e Birger Persson si trovò costretto a occuparsi da solo della vita e
dell'educazione dei figli. Affidò quindi Brigida alla cognata Katharina
Bengtsdotter, sorella di Ingeborg, che era madrina di battesimo della bambina.
Katharina era moglie di Knut Jonsson, governatore dell'OstergEnland, e seguì ed
educò la bambina con amore materno.
Brigida lasciò dunque Finsta, dove aveva trascorso i primi, felici anni della
sua vita con i genitori e i fratelli, e si trasferì nel castello di Aspanàs,
sulle rive del lago Sommen. La zia era affettuosa e si occupò con grande cura di
lei, pur non avendo molta sensibilità per le sue già ricche esperienze interiori
e spirituali. Gli anni trascorsi presso gli zii furono assai formativi per
Brigida, che si abituò a una certa autonomia interiore e sviluppò nella vita di
tutti i giorni la capacità di gestirsi in larga misura da sola.
Brigida rimase ad Aspanàs dal 1314 al 1316, anno in cui suo padre decise di
darla in sposa a Ulf Gudmarsson, figlio di Gudmar, governatore del
Vàstergótland. Magnus, fratello di Ulf, sposò Katharina, sorella di Brigida.
Il doppio matrimonio fu celebrato nel settembre 1316. Era un matrimonio
combinato, che Brigida accettò per assecondare la volontà paterna, come era
costume a quel tempo: suo desiderio però sarebbe stato consacrarsi a Dio e
ritirarsi a vivere in convento.
Contrariamente alle aspettative, il matrimonio, che durò ventott'anni e fu
allietato dalla nascita di otto figli, risultò nel complesso felice.
|